E’ QUESTA LA MIA FERRARI

Se chiudo gli occhi mi sembra non solo di rivederla ma di sentirne perfino il rumore mentre mi sfreccia davanti. La Ferrari di Prost e Mansell nel 1990, che macchina! È la mia macchina, la mia Ferrari preferita.
Ci ho pensato a lungo. Mi sono chiesto qual è la più bella Ferrari di tutti i tempi secondo me. E all’inizio è stato troppo scontato rispondermi la mitica 126 di Gilles e Pironi del 1981.

Poi però mi sono guardato dentro, e ho capito che quella macchina è bellissima ma non è la mia.
Sono cresciuto girando le piste di mezza Europa con mio padre. Ma quella Ferrari, quella di Gilles, non l’ho mai vista correre dal vivo. Mi ha trasmesso gioie epiche, ne ho perfino il modellino sul tavolo, ogni volta che vado a Maranello mi ci inginocchio accanto. Ma no, non è la mia Ferrari.

Poi però mi sono guardato dentro, e ho capito che quella macchina è bellissima ma non è la mia.
Sono cresciuto girando le piste di mezza Europa con mio padre. Ma quella Ferrari, quella di Gilles, non l’ho mai vista correre dal vivo. Mi ha trasmesso gioie epiche, ne ho perfino il modellino sul tavolo, ogni volta che vado a Maranello mi ci inginocchio accanto. Ma no, non è la mia Ferrari.
La mia Ferrari è la «papera» disegnata da Barnard un anno prima e sviluppata nel 1990 per portarci al Mondiale. Quello sì, sarebbe stato il «mio» mondiale. A quell’epoca non ne avevo mai visto vincere uno al Cavallino. E quella Ferrari nel 1990 il Mondiale lo toccò con mano.
Ricordo le vittorie consecutive in Francia e Inghilterra in piena estate, viste da un minitelevisore in una camera del college nel mio primo viaggio studio in Francia. Ricordo la telefonata con mio padre e l’intesa nel decidere di andare in pellegrinaggio a Monza per spingere quella Rossa.
Perchè chiunque la guidasse, anche il mai amato Prost, noi andavamo a spingere quella Rossa. Ricordo il Gran Premio di Monza, le prove dalla tribuna all’ingresso della Parabolica e la gara all’uscita di quella stessa curva.
Andò male. Ma quella macchina mi parve bellissima, con quel 12 cilindri di cui sento ancora il rumore.
Andò male, Senna vinse a Monza e poi ci svegliò dal sogno nella storica finale di Suzuka.
Andò male, ma fu bellissimo per un anno intero. E quella, per questo motivo, è la mia Ferrari. Ce ne saranno altre, tutte belle e più vincenti, ma nessuna è stata bella come quella lì.
E ora raccontatemi qual è la vostra. E perchè ve ne siete innamorati.

Giacinto Pipitone

4 risposte a “E’ QUESTA LA MIA FERRARI”

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